C’era una volta il principe azzurro

C’era una volta una maestra d’asilo, giovane e carina che incontra il principe azzurro, o almeno credeva lo fosse (perchè ancora nessuno le aveva spiegato che quelle favole raccontate da bambina, erano appunto favole, e che il principe azzurro non esiste…forse alla fine di questa bieca storia almeno questo lo avrà capito la maestrina). Dicevo, c’era una maestra d’asilo, giovane e bella e c’era quello che sembrava un principe azzurro. La giovane maestrina innamorata e felice cosa fa? Una cosa atroce. Che nessuno mai negli ultimi anni, di sfrenato uso dei social, ha mai fatto (ci ricordiamo quel caso che fece per fortuna solo ridere, di quella povera mamma che voleva mandare un video hard al marito (forse… almeno questa fu la versione ufficiale) che per sbaglio mandò il tale video hard nella chat delle mamme??!!che ridere!!!).

Comunque questa povera maestrina, fa questa cosa scostumata di mandare un video hard, diciamo sexy, al suo decelebrato fidanzato/principe azzurro. E’ la persona di cui ti fidi, con cui condividi tutto la parte più intima di te, e ti fidi.

E lui che fa, invece, da galantuomo quale è? Forse a causa del troppo rosicamento che una bella e intelligente come la maestrina lo avesse lasciato, invia tale video nella chat del calcetto…che ridere!! E gli altri decelebrati membri della chat del calcetto, che fanno??? Lo fanno vedere alle mogli. Forse il loro intento era farsi inviare un video uguale dalla propria moglie…ma non ha sortito tale effetto. Insomma tra le bigottone scandalizzate, c’era la mamma di un alunno della maestrina, la quale a sua volta va a protestare dalla direttirce della scuola perchè una tale che fa queste zozzerie non la voglio come maestra di mio figlio.

E la direttrice cosa fa? Invece di zittire la mamma che si facesse un pò di fatti suoi….In uno Stato in cui l’art. 18 blinda il lavoratore, che se non c’è una giusta causa col cavolo che tiposso licenziare, in uno stato liberale, in cui ognuno nella vita privata dovrebbe essere libero di fare ciò che vuole sopratutto con il proprio fidanzato/principe azzurro, in cui cosa faccio tra le mura delle mia casa non dovrebbe importare a nessun men che meno alla mamma di un mio alunno. Insomma la direttirce cosa fa ovviamente? Licenzia la povera maestrina. La povera maestrina, che stupida non è, non si suicida come le altre meno forti di lei hanno fatto, per fortuna, ma denuncia tutti direttrice compresa.

Eh sì perche per fortuna da luglio 2019, questa bieca condotta non è più un semplice segno di viltà, stupidità e meschinità ma ha anche assunto rilevanza penale. Il Codice Rosso del 2019 ha infatti introdotto all’art. 612 ter c.p. una nuova fattispecie di reato denominata “diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti” che punisce con la reclusione da uno a sei anni e la multa da 5.000 a 15.000 euro chiunque dopo averli realizzati o sottratti, diffonde immagini o video a contenuto sessualmente esplicito e destinati a rimanere privati, senza il consenso delle persone rappresentate; la stessa pena si applica anche a chi, dopo aver ricevuto o comunque acquisito i contenuti hard, li diffonde senza il consenso del soggetto rappresentato.

Questo significa che oggi, secondo l’art. 612 ter c.p., viene finalmente punito non solo chi diffonde video o immagini pornografiche dopo averle realizzate o sottratte ma anche chi diffonde questi contenuti dopo averli ricevuti magari dalla stessa vittima che, spontaneamente e forse un po’ inconsciamente li invia al proprio compagno, confidando nella buona fede di quest’ultimo. E proprio qualora ad inviare le immagini o i video sia il marito, il fidanzato ma anche l’ex marito o ex compagno, la pena sarà aumentata fino ad un terzo, così come qualora il reato sia commesso con l’utilizzo di mezzi informatici (whatsapp, facebook, instagram) – ipotesi in cui, oltre al reato di revenge porn, sarà ravvisabile anche la diffamazione online, punita con la reclusione da sei mesi a tre anni o con la multa non inferiore ad euro 516.

Ora, questa la storiella da bar, o da salone di bellezza che pure lì ormai tali storie annoiano. E non mi sconvolge neanche quella povera mamma che si è scandalizzata innanzi a cotanza sensualità, libera di farlo e di esserne, perchè no, moralmente contrariata.

Ciò che rimane assurdo è che ancora nel 2020 a nessuno di tutti quelli a cui per mano è passato quel video, è venuto in mente di dire tu caro principe azzurro fai proprio schifo e dovresti vergognarti per quello che hai fatto. Perchè non si fa.

panchina rossa

Perchè ancora nel 2020 nessuno ha detto la colpa è di te fidanzato/uomo che non hai rispetto per quella donna che avevi scelto e che avresti dovuto difendere e tutelare da tutto e da tutti prima e dopo. Perchè anche se una storia finisce il rispetto per l ‘altro deve rimanere sempre e comunque.

Perchè ancora nel 2020 il clamore che giustamente questa storia ha fatto è andato come sempre nella direzione sbagliata, non volta a condannare il carnefice ma a condannare la vittima. E …se va in giro alle tre di notte con la minigonna cosa pensava, e…. se rimane fino a tardi a lavoro con il capoufficio che credeva, e….. se ha mandato un video hard al suo uomo che pretendeva….

NO. In uno stato democratico e ed evoluto dovrei essere libera e sentirmi libera di camminare nuda per strada e nessuno dovrebbe toccarmi. E non sono parole mie che potrei essere considerata una eccessiva liberale, ma di un mio collega avvocato e consigliere dell’Ordine di Roma al convegno contro la violenza sulle donne tenutosi proprio oggi.

Si proprio oggi che è la giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Oggi che sono contenta che ci sia una tale sensibilizzazione a tale tema ma che sarei più contenta che una tale giornata non dovesse ricordarsi perchè vorrebbe dire che il mondo è cambiato. Perchè come raccontava un altro relatore al convegno alla richiesta polemica di un uomo che chiedeva quando si sarebbero fatti convegni contro violenza sull’uomo, il giudice della prima sez penale del Tribunale di Roma a cui era stata posta tale domanda avrebbe voluto rispondere: “quando ci saranno gli stessi numeri delle morti delle donne”.

Perchè sono i numeri a parlare purtroppo. Non delle effimere parole. Perchè mentre le relatrici al convegno parlavano il dato numerico è stato modificato, perche ieri notte sono state uccise due donne, di cui una incinta del quarto figlio, una a Catanzaro e una a Padova, pertanto il numero era salito da 91 a 93. 93 donne uccise da gennaio 2020. Muore una donna ogni tre giorni per femminidico. Perchè arrivano al telefono di assitenza per le donne 2000 telefonate al mese per aiuto o solo per chiedere informazioni, e che in questo periodo di pandemia le telefonte sono aumentate del 75%.

I numeri parlano e angosciano. E onestamente io dopo 5 ore di convegno ero angosciata e terrorizzata. Non che fosse il primo sull’argomento e non conoscessi i dati, ma tutte le volte che rifletti su questi dati non puoi che sconvolgerti.

Le istituizoni stanno facendo passi da giganti. Il codice rosso di quest’estate è stato un importante passo, anche se come sempre dalla teoria alla pratica ce ne vuole.

panchina rossa alla regione lazio

Oggi alla Regione Lazio è stata inaugurata una panchina rossa a “Donatella Colasanti e Rosaria Lopez e a tutte le donne vittime di violenza maschile”ed stato firmato un protocollo con l’Ordine degli avvocati di Roma per stanziare un fondo per aiutare le donne vittime di violenza. Perchè alla base dell’impotenza delle donne è sopratutto la condizione di impossibilità economica anche a potersi difedere legalmente dal proprio aguzzino.

Ma non solo gli interventi istituzionali e giuridici bastano. E’un cambiamento sociale che deve essere fatto su una una diversa concezione della donna e del l’uomo e del loro ruolo nella società. Che deve abbattere secoli di preconcetti e retaggi culturali. E quando proprio oggi la tv di stato in pieno pomeriggio costruice un siparietto dove una donna vestita succintamente spiega come fare la spesa al supermercato in maniera sexy (secondo loro), per me era solo abominevole, e ancor più abominevole sarebbe stato che mia figlia o peggio mio figlio potesse guardare una tale scempietà, e io da donna, con la signorina che faceva vedere tali mosse da conquistadores degli scaffali e la conduttrice, mi sono vergognata per loro. Tutto ciò ci ricorda ancora una volta che la strada da fare è ancora tanta.

violenza sulle donne scarpe rosse

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Giornata mondiale dei diritti dei bambini

google e giornata dei dirittti dei bambini

Oggi sulla home page di Google trovi questo coloratissimo doodle. Come spesso accade ormai da anni per eventi o giornate particolari. Oggi, infatti, 20 novembre, si celebra la Giornata Internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, perché in questo giorno, nel 1989, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite adottò la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia, per la tutela nel mondo, del diritto dell’infanzia e dell’adolescenza (CRC: Convention of the right of the child).

L’importanza della Convenzione è stata riconosciuta fin dall’inizio, tanto da diventare il trattato sui diritti umani più rapidamente e ampiamente ratificato nella storia. Attualmente sono 196 i Paesi nel mondo che hanno ratificato la Convenzione. In Italia la ratifica è avvenuta con legge n°176 del 27 maggio 1991.

giornata internazionale dei diritti dell'infanzia

Prima del 1989, la Comunità internazionale si era preoccupata del problema in due documenti. Nel 1924 la Lega delle nazioni aveva approvato la Dichiarazione dei diritti del bambino, chiamata anche Dichiarazione di Ginevra, dove in cinque punti, si sottolineava che ogni bambino ha diritto a uno sviluppo fisico e morale, a essere accolto e aiutato se orfano, e, se aveva subìto traumi, aiutato a raggiungere una serenità personale e ambientale. Nel 1959 venne, invece, elaborata una nuova Dichiarazione sui diritti del bambino, dove si ribadiva che ogni fanciullo ha il diritto di non subire discriminazioni, ad avere un nome, una nazionalità, ad avere assistenza e protezione dallo Stato di appartenenza, e inoltre veniva riconosciuto e ribadito il diritto all’educazione e a cure particolari in caso di handicap fisico o mentale.

Ma è solo con la Convenzione di New York del 1989 che si chiede agli Stati contraenti un vero vincolo giuridico ad attuare normative e programmi per garantire tali diritti, facendo del minore il soggetto dell’intera gamma dei diritti umani, e soprattutto è solo adesso che si configura il minore non solo come oggetto di tutela ma sopratutto come soggetto portatore di diritti.

i diritti dei bambini

Composta da 54 articoli e 3 Protocolli opzionali (sui bambini in guerra; sullo sfruttamento sessuale; sulla procedura per i reclami), tale Convenzione è un documento importantissimo che, per la prima volta, enuncia, in forma coerente, i diritti fondamentali che devono essere riconosciuti e garantiti ai bimbi e alle bimbe di tutto il mondo.  

Esso si fonda su quattro princìpi fondamentali: la non discriminazione; il superiore interesse dei bambini; il diritto alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo; l’ascolto delle opinioni del minore. Ruolo centrale è dato anche all’educazione, considerato un diritto fondamentale che i singoli Stati si impegnano a garantire. In questi trent’anni i princìpi della Convenzione sono riusciti a influenzare in tutto il mondo Costituzioni e leggi nazionali, politiche sociali e pratiche. E’proprio grazie a queste misure sono stati registrati risultati significativi.

diritti dei bambini

Ciononostante purtroppo i minori ancora usati e abusati sono troppi. Nel mondo ogni anno 1 miliardo di minori tra i 2 e i 17 anni è vittima di violenza fisica, sessuale o psicologica. 12 milioni di ragazze si sposano prima dei 18 anni con uomini spesso molto più grandi di loro, 85 milioni di bambini e ragazzi sono coinvolti in pericolose forme di lavoro minorile.

586 milioni di bambini nel mondo sono poveri. Numero che potrebbe aumentare vertiginosamente. Si stima, infatti, che il numero totale di bambini che vive sotto la soglia di povertà potrebbe superare i 700 milioni entro la fine del 2020, effetto diretto della pandemia. Queste previsioni critiche non risparmiano nemmeno i Paesi più benestanti, come il nostro che entro il 2020 rischia di vedere un aumento di 1 milione di bambini in condizioni di povertà assoluta, che andrebbero ad aggiungersi agli oltre 1.100.000 dell’anno scorso. E’ l’allarme lanciato da Save the Children.

Se questa però è la situazione fotografata prima della pandemia, oggi il quadro è ancora più fosco, con i principali indicatori al rialzo, “I diritti, il futuro, la salute e la vita stessa dei bambini quest’anno sono stati travolti e messi fortemente a rischio. La pandemia, con i suoi effetti indiretti, si è abbattuta come un macigno sui minori di tutto il mondo, accelerando le disuguaglianze e rendendo sempre più vulnerabili i bambini e i ragazzi dei contesti più fragili in tutti i Paesi del pianeta” .

bambini abbandonati

L’accesso all’istruzione viene sempre più messo in secondo piano andando a negare uno dei diritti fondamentali dei bambini. La chiusura delle scuole in seguito al coronavirus, ad esempio, ha riguardato quasi il 90% di tutti gli studenti nel mondo, dove 1 giovane su 3 non ha accesso al digitale e alle nuove tecnologie, e circa 10 milioni di loro rischiano di non tornare più tra i banchi, con tutto quello che ciò comporta, in termini di maggiore esposizione a rischi di subire violenze e sfruttamento, di essere costretti ad andare a lavorare per aiutare le famiglie o di sposarsi prematuramente rinunciando così alla propria infanzia.

Anche nell’ambito medico la situazione si è fortemente aggravata, Già prima della pandemia in un solo anno morivano 5,3 milioni di bambini prima di aver compiuto i 5 anni di età, più di metà dei quali per cause facilmente curabili e prevenibili. Dati già altissimi ma che rischiano un incremento drammatico a seguito degli effetti della pandemia e del collasso dei sistemi sanitari. Molti, infatti, sono i paesi in cui i programmi di immunizzazione sono stati sospesi.

Come già da mesi stiamo vivendo sulla nostra pelle, il coronavirus sta inasprendo condizioni già esistenti di disuguaglianza, privazione e vulnerabilità.

Condizioni che non sarà facile recuperare e di cui porteremmo le gravi conseguenze per molto, molto tempo.

GLOBAL PANDEMIC

E’ ormai quasi un anno che il virus ha investito e infestato le nostre vite.

Ogni singolo momento della nostra vita ormai è scandito dal covid-19.

Più che far leggere qualche mia parola volevo fare vedere questa volta immagini, tante, molto più eloquenti di tanta parole. Sono immagini di National Geographic. Anche se avessi avuto le competenze tecniche, non avrei comunque potuto scattarle io, anche in questo caso il virus ha imposto i suoi limiti.

Riyadh Arabia Saudita
Kenya
Los Angels
Brooklyn New york
Xiongba Tibet
Tieraa del fuego Argentina
Washigton
New York

Sono bellissime. Magnetiche.

Sono immagini di tutto il mondo, in tutto il mondo. E una cosa le accomuna: il Covid-19. Quando guardi un immagine, spesso istintivamente cerchi qualche elemento che ti faccia riconoscere il luogo, la citta, il continente dove sia stata scattata. Ho visto queste foto quasi un pò in successione e man man che le vedevo e le guardavo la mia mente faceva questo giochetto: dove è stata scattata? In quale paese siamo? Tutti i paesi, tutti i continenti. Nessuno escluso.

La globalizzazione tanto auspicata mai come oggi si è realizzata in tutta la sua maestosità. Non un singolo paese della terra è rimasto immune da questa pandemia. A differenza di altri periodi storici dove le pandemie, rimanenvano circostritte in alcuni paesi, in alcuni continenti. Oggi tutti siamo stati coinvolti. Nessuno escluso. Vantaggi e svantaggi della globalizzazione.

Quando guardi un immagine, spesso istintivamente cerchi qualche elemento che ti faccia riconoscere il periodo storico. Se ci sono i pantaloni a zampa di elefante non c’è dubbio sono gli anni ’70 del XX secolo. Se hai le spalline sotto le giacche e i capelli cotonati….sono gli ’80! Se gli uomini hanno le parrucche era il ‘700, se hanno la toga siamo in pieno impero romano.

Tra anni, forse i nostri nipoti guarderanno delle foto, vedranno delle immagini, in cui tutti, politici, artisti, cittadini comuni, tutti avevano la mascherina in faccia. E non sarà difficile riconocere il periodo storico….era il 2020.

Magari mio nipote di 4 anni mi chiederà: ” nonna ma che super eroi erano questi?” e io risponderò: “Erano dei grandi super eroi, tutti insieme uniti per sconfiggere un nemico comune. Un virus cattivo che stava rovinando le nostre vite.” ” Nonna ma chi ha vinto poi?……”