L’affidamento dei figli al tempo del coronavirus

i figli divisi anche dal coranavirus

Sono separato/divorziato, posso andare a trovare i miei figli minorenni? Questa una delle tante Faq (Frequently Asked Questions) sulla pagina del Governo Italiano al link spostamenti.

Sono trenta giorni che non vedo mio figlio, perchè quella s…… della mia ex ha deciso di farsi la quarantena dal suo compagno a 50 km di distanza. Posso andare a prenderlo, se mi multano? Questa la domanda un pò meno formale fattami da un mio cliente.

Palazzo Chigi ha risposto: Sì. Gli spostamenti per raggiungere i figli minorenni presso l’altro genitore o comunque presso l’affidatario, oppure per condurli presso di sé, sono consentiti anche da un Comune all’altro. Tali spostamenti dovranno in ogni caso avvenire scegliendo il tragitto più breve e nel rispetto di tutte le prescrizioni di tipo sanitario (persone in quarantena, positive, immunodepresse etc.), nonché secondo le modalità previste dal giudice con i provvedimenti di separazione o divorzio o, in assenza di tali provvedimenti, secondo quanto concordato tra i genitori.

Si è posto fin da subito, quindi il problema dell’affidamento dei figli in piena emergenza, ma si è altrettanto posto il problema dell’incidenza della normativa emergenziale rispetto alla disciplina relativa ai rapporti fra figli e genitori separati, contenuta in provvedimenti provvisori o definitivi, emessi in giudizi di separazione divorzio, affidamento o modifiche degli stessi.

Il Tribunale di Milano si è pronunciato con ordinanza resa in via d’urgenza in data 11.3.2020 statuendo che le previsioni di cui all’articolo 1, comma 1 lettera a del DPCM 8.3.2020 n. 11 non sono preclusive dell’attuazione delle disposizioni di affido e collocamento dei minori, laddove consentono gli spostamenti finalizzati a rientri “presso la propria abitazione o domicilio”, sicché alcuna chiusura in ambiti regionali può giustificare violazioni in questo senso di provvedimenti di separazione e divorzio vigenti.

Reputando giustamente che il rispetto degli accordi presi sul tempo da passare con i figli è più vincolante delle direttive sull’isolamento.

decisioni tribunali

Poi arriva lui, un Consigliere della Corte d’Appello di Bari che con ordinanza depositata il 26 marzo 2020 ritiene di segno opposto, (perchè ognuno che si alza la pensa a modo proprio, arroccandosi il privilegio, nella convinzione che aver vinto un concorso ti dia il diritto di fare e sfare della vita delle persone) che il diritto – dovere dei genitori e dei figli minori di incontrarsi, nell’attuale momento emergenziale, è recessivo rispetto alle limitazioni alla circolazione delle persone, legalmente stabilite per ragioni sanitarie, a mente dell’art. 16 della Costituzione, ed al diritto alla salute, sancito dall’art. 32 Cost. e quindi ritenuto, fino al termine del 3 aprile 2020, indicato nei predetti DD.PP.CC.MM., appare necessario interrompere le visite paterne, e che è necessario disporre che, fino a tale data, il diritto di visita paterno sia esercitato attraverso lo strumento della videochiamata, o Skype, per periodi di tempo uguali a quelli fissati, e secondo il medesimo calendario.

Risultato?

A parte il fatto che restare in videochiamata per periodi di tempo uguali a quelli fissati mi sembra alquanto ridicolo, se non paradossale. Se pensiamo a bambini di tre anni inchiodati per il week-end alternati sul divano in perenne videochiamata o adolescenti che rinunciano a vedere i loro video o a giocare alla play per stare davanti a uno schermo a parlare con il proprio genitore! Mi sembra già questa una violazione della propria libertà, costituzionalmente garantita!

Ma mi sembra sopratutto che si sia stato violato un diritto fondamentale e altrettanto più importante e tutelato, anche dalle Convenzioni Internazionali, che è il diritto del minore alla bigenitorialità e al rapporto con la propria famiglia. Che è altrettanto importante al pari del diritto alla salute fisica, il diritto alla salute mentale e al benessere in generale del minore.

I figli di genitori separati diventano figli di serie B così come i genitori.

Che nella fase emergenziale unica che stiamo attraversando la mera applicazione doviziosa delle leggi non aiuta nessuno e non risolve nulla. Che un Giudice è tale perchè sa applicare le leggi e adattarle alle circostanze. Per cui laddove scrive che gli incontri dei minori con genitori dimoranti in comune diverso da quello di residenza dei minori stessi, non realizzano affatto le condizioni di sicurezza e prudenza de DPCM, non sta certo pensando a tutti gli operatori coinvolti in prima linea che tutte le sere ritornano a casa dalle proprie famiglie.

Non sta certo pensando a un padre, una madre, carabiniere, infermiere, dottore, che tutto il giorno sono esposti al contagio e che tutte le sere tornando a casa non è che, per chissà quale miracolo, non rischiano di intaccare il diritto alla salute dei propri figli. Ma tornano a casa, però, stremati, e anche se magari non abbracceranno i loro figli, perchè un pò di buon senso a qualcuno è rimasto ancora, potranno vederli, sentirli, giocarci, e non dietro uno schermo.

Non sta certo pensando a un padre che, invece, magari dopo essere stato chiuso in casa per giorni, prende la macchina per recarsi dal proprio figlio e portarlo presso la propria abitazione. E lo reputa per un superiore e strano principio altamente contagioso tale da mettere a repentaglio la vita e la salute del proprio figlio e di chi abita con lui. Mette a repentaglio addirittura la salute pubblica. Che mostro!

Come se il periodo di quarantena non fosse già estremamente difficile e complicato per tutti, cosa facciamo? Priviamo un genitore di vedere il proprio figlio, e a un bambino di vedere il proprio padre…

Perchè ovviamente in un periodo in cui avremmo dovuto capire le cose importanti della vita. In cui ci saremmo dovuti soffermare su gli affetti, sugli abbracci che ci stanno mancando, (siccome la mamma dei deficienti è sempre incinta) cosa fa una madre che non potendo andare dall’estetista e dal parrucchiere non ha nulla da fare? In piena pandemia chiama il proprio avvocato, che si rivolge a un giudice depositando un’istanza urgente con la quale si chiede la sospensione degli incontri tra il padre ed il figlio minore. Unica colpa abitare in un comune diverso da quello della madre. E il Giudice caso più unico che raro nella storia della Repubblica, risponde all’istanza in tre giorni. Mi viene il voltastomaco.

E mentre a una padre amorevole, sol perchè separato, gli viene negato quell’unico diritto che forse gli è rimasto, un padre non altrettanto amorevole, sol perchè “formalmente marito” continua a picchiare una moglie e un figlio chiusi dentro quattro mura, indifesi e indifendibili adesso più che mai.

Comunque nella speranza che il vostro ex partner abbia altro da fare che rivolgersi ad un Giudice per ottenere la sospensione del vostro diritto di visita, intanto potete recarvi, con la giusta autocertificazione e il provvedimento (sentenza, accordo, ordinanza provvisoria) che stabilisce l’affidamento e le modalità di visita dei figli, presso la residenza o domicilio degli stessi secondo le modalità previste.

Ciò sempre con le dovute precauzione sanitarie, e con il buon senso che ora più che mai deve contraddistinguere la nostra vita e i rapporti con gli altri.

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