La bellezza della gentilezza

praticate gentilerzza a casaccio atti di bellezza privi di senso

Lunedì mattina. Ore 10.00. Corridoio del Tribunale di Roma, 4° piano XII sezione. Attendo i colleghi (Avvocatura dello Stato e Assicurazione, quindi tutto un programma…!!!) per fare udienza. Siamo i quarti. Poco male. Al centro degli immensi corridoi ci sono dei tavoli, alti, per poter scrivere o poggiare i fascicoli, in piedi ovviamente. Io che come al mio solito invado, tutto il tavolo…pratica, cappotto, telefono. Di fronte a me dall’ altra parte del tavolo un collega. Lo avevo visto solo arrivare, ma non lo avevo guardato più di tanto.

Venendo in metro, ascoltavo musica. Mi sono ridata al rock serio…perciò avendo in testa questa musica, mi ritrovo ad un tratto a canticchiare, sotto voce. Lui si gira. Mi guarda, un pò, un po’ tanto, stranito. Io lo guardo, sorrido: “stavo cantando!!!!” Lui si rigira sempre stranito, quasi arrabbiato, mi era parso, come se i miei sussurri lo avessero disturbato dalla sua impegnata lettura. Io mi infastidisco e penso: siamo arrivati a questo. Che invece di sorridere davanti a una persona che sta canticchiando. Poi lascia stare che oggi ero particolarmente fascinosa. O almeno mi sentivo tale io. Quindi vale doppio. Per cui solo che ti sorrido ti si dovrebbe sistemare la giornata…..tu che fai? Quasi ti inc…??? Ma mentre io facevo queste considerazioni…lui mi guarda e mi sorride: “e che non siamo neanche più abituati a cotanta bellezza!” “E’ vero.” rispondo io . “Siamo talmente abituati solo a brutture, che quando accade qualcosa di gradevole, quasi ci destabilizza. Poi metti che è pure lunedì, mattina, che riesco a cantare  mi ci vorrebbe solo un premio!” dico io e lui sorride ancora.

E lo vedo che mi guarda stupito come se fossi un aliena…ma divertito….Mi segue: io che entro in aula, dopo tre secondi riesco, incurante del Giudice che mi guarda, perché avevo dimenticato il cellulare in corridoio! Insomma un po’ fuori di testa sembro…e in tutti questi movimenti continua a guardarmi divertito….io lì, in mezzo a tutti bacchettoni compiti, compreso lui, e miss perfettine non dormo la notte per non rovinare i boccoli, (o forse si staccano la testa e la poggiano sul comodino?…me lo sono sempre chiesto!), con la mia aria sognatrice e scanzonata (o così forse appaio), con i miei fluenti e spettinati capelli e pure il rossetto rosso (oggi), forse un pò aliena sembro…Poi ovviamente a fine udienza mi ha dato il suo biglietto da visita…ma non è questo il punto. E poi non era proprio il mio tipo!

Però è vero. Verissimo. Siamo così abituati. E con abituati intendo in senso letterale che spesso tolleriamo tutto, come se fosse normale: maleducazione, poca gentilezza, anche cattiveria a volte. Che la regola homo homini lupus est di Hobbes la fa da padrone. E di contro non siamo più abituati a un sorriso, a una parola gentile, una delicatezza, che quando accade ci sembra una stranezza.

Siamo sempre presi dalle nostre cose. Non guardiamo più in faccia nessuno. Tutti a testa in giù. Come se tutto il mondo fosse dentro quella scatola di pochi cm. Spesso anche io, non lo nego, soprattutto, in metro o in treno, sto con il telefono o con un libro in mano. Ma a volte mi piace anche guardare. Certo attualmente lo spettacolo che ti si presenta innanzi, di solito, non è dei migliori: tutti questi esseri che guardano una scatoletta, tutti a testa in giù. Da far rigirare nella tomba Charles Darwin. Altro che evoluzione della specie…involuzione della specie!

Mi piace guardare. Guardare le persone, cogliere gli sguardi. Pensare o immaginare, le storie che ci sono dietro ognuno di loro. Spesso ci perdiamo dietro i nostri egoistici interessi, perdendoci l’occasione di scambiare un sorriso, una parola. Con chi potrebbe essere solo un estraneo e rimanere tale, e chi invece potrebbe entrare nella tua vita e rimanerci per sempre. Ma non lo sapremo mai se rimaniamo a testa in giù.

Perchè fuori c’è un mondo da scoprire, da conoscere. Proprio davanti ai nostri occhi. Che possiamo toccare. Che sì, a volte può essere pure crudele e ci fa più comodo nasconderci dietro a uno schermo per proteggerti ma a volte è altrettanto, se non di più, meraviglioso!

E allora sì, sarò sembrata oggi un’ aliena al Tribunale di Roma, ma  l’ aver strappato un sorriso, a una persona, e magari averlo fatto riflettere, e fatto iniziare la giornata, con un po’ di gentilezza, …è stata, e dovrebbe sempre essere,  una cosa bellissima.

Sono questi piccoli gesti che riempiono la vita e cambiano il mondo.

Quello che facciamo noi è solo una goccia nell’oceano, ma se non lo facessimo, l’oceano avrebbe una goccia in meno.

Madre Teresa di Calcutta 

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