La negoziazione assistita

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La negoziazione assistita è un istituto per la risoluzione alternativa delle controversie che consiste in un contratto (o convenzione) con cui le parti si impegnano a risolvere bonariamente una controversia con l’assistenza di avvocati.

Introdotta con il c.d. “decreto giustizia” (d.l. n. 132/2014) finalizzato a dettare “misure urgenti di degiurisdizionalizzazione e altri interventi per la definizione dell’arretrato in materia di processo civile.

La nuova procedura di negoziazione assistita mirava, nelle intenzioni della riforma, a portare il più possibile i contenziosi fuori dalle aule dei tribunali, presentandosi come un’alternativa stragiudiziale all’ordinaria risoluzione dei conflitti.

Il legislatore ha previsto ipotesi di negoziazione assistita obbligatoria per le azioni riguardanti il risarcimento del danno da circolazione di veicoli e natanti e per le domande di pagamento a qualsiasi titolo di somme, purché non eccedenti 50.000 euro e non riguardanti controversie assoggettate alla disciplina della c.d. “mediazione obbligatoria”.

Obbligatoria significa che “l’esperimento del procedimento di negoziazione assistita è condizione di procedibilità della domanda giudiziale“. Ovvero prima di intentare una causa giudiziale vera e propria si deve prima passare dalla negoziazione e solo dopo che eventualmente il tentativo è fallito si potrà adire giudizialmente.

La negoziazione facoltativa, invece è sempre utilizzabile, per volontà delle parti purchè l’oggetto della controversia non verta su diritti indisponibili e di lavoro.

Questo non più nuovo istituto, non ha, tuttavia, avuto l’ impatto desiderato. Oltre ai casi in cui questo procedimento è obbligatorio, il maggior successo è venuto, solo dalle cause matrimoniali, in quanto presentano il 75% di tutti gli accordi di negoziazione conclusi con successo.

Un particolare tipo di negoziazione assistita, infatti, è quella attuata in materia di separazione e divorzio. La disciplina prevede che tramite la convenzione di negoziazione assistita (da almeno un avvocato per parte) i coniugi possano raggiungere una soluzione consensuale di separazione personale, di cessazione degli effetti civili o di scioglimento del matrimonio nonché di modifica delle condizioni di separazione o divorzio precedentemente stabilite.

Una fase precedente alla stipula dell’accordo è la Convenzione. In essa le parti si impegnano a cooperare in buona fede e con lealtà per addivenire ad un accordo nel termine di 60 gg dalla sottoscrizione della medesima.

La procedura è applicabile, sia in assenza che in presenza di figli minori o di figli maggiorenni, incapaci, portatori di handicap grave ovvero economicamente non autosufficienti.

In assenza di figli l’accordo raggiunto a seguito di convenzione di negoziazione assistita è sottoposto al vaglio del procuratore della Repubblica presso il tribunale competente, il quale, se non ravvisa irregolarità, comunica il nullaosta agli avvocati.

In presenza di figli, invece, il procuratore della Repubblica autorizza l’accordo solo se lo stesso è rispondente all’interesse dei figli.

Una volta autorizzato, l’accordo è equiparato ai provvedimenti giudiziali che definiscono gli analoghi procedimenti in materia. E si procederà alla comunicazione all’ufficiale dello stato civile del Comune in cui il matrimonio fu iscritto o trascritto per i necessari incombenti.

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