Separarsi: paura di rimanere soli

solitudine

“Ma io lo amo ancora. Non voglio separarmi”.

E mentre mi racconta la sua storia, la sua vita. Lui che la ignora da anni. Lui che lavora per la maggior parte del tempo fuori, all’estero. Lui che dorme ormai sul divano….penso a come faccia ancora ad amarlo. Mi chiedo per quanto tempo si riesce ad amare per due. Fino a quando l’amore soltanto di uno può bastare ad un matrimonio. Per quanto tempo ancora devi fingere che tutto vada bene e avere paura.

Lo ami ancora? o ami l’idea che avevi di lui, del vostro rapporto, del vostro matrimonio. Idea che ormai non c’è più, che non esiste più. Pensi veramente di amare ancora lui…ma hai mai amato te stessa?

Hai mai pensato di amare te stessa? Ami ancora lui o hai una grandissima paura di rimanere sola? Una grandissima paura di pensare di non potercela fare. Senza capire che sono anni che sei sola. Perché dovresti meritarti questa vita? Un marito o una moglie che non ti ama. Che non ti ama più. Che torna a casa si mette le cuffie e non ti parla. Perché dovresti rimanere incastrata in questa vita. Perché pensi di meritarti questa vita?

E tu sei distrutta. Perché ti ha detto che vuole separarsi! Ti senti come se ti fosse crollato il mondo addosso, nonostante sai che sono anni che va avanti questa storia. Preferisci stare lì in quel limbo di purgatorio piuttosto che rimetterti in gioco e dimostrare alla vita che anche da sola puoi farcela. Che vali indipendentemente dalla persona che ti è stata fianco anche per anni.

Amati!

Così il mio appuntamento si trasforma, come sempre per la prima parte, in una specie di seduta di psicoterapia. Ma serve per allentare la tensione. E’ una signora cinquantenne. Dopo 25 anni di matrimonio il marito ha deciso di separarsi. O almeno così le ha comunicato lui. Il mio primo incontro tendo a farlo sembrare più una chiacchierata. Cerco di mettere il cliente a proprio agio. Mi invento psicoterapeuta appunto.

Arriva persa spaesata, terrorizzata quasi. Le dico di prendersi tutto il tempo che vuole. Di iniziare da dove vuole, di iniziare a raccontarmi quello che vuole. La cosa peggiore è che capisco, percepisco, che si sente in colpa ad essere lì. Forse lui ancora non è andato dall’avvocato e lei, lei che non vuole separarsi, lei che lo ama ancora invece, è in quello studio, a parlare con me, con un’avvocato. Quasi ad un certo punto sento vorrebbe scappare.

Le spiego che il fatto che sia lì non vuol dire che vuole separarsi. Che ha fatto bene a venire, perché sapere a cosa va incontro,  quali possono essere le alternative, le può dare la sicurezza per affrontare la situazione. Che non deve sentirsi in colpa. Le spiego anche (la psicoterapeuta) che non si può rimanere attaccati in un rapporto se l’altro non vuole più starci. Le spiego (l’avvocato) che se una parte vuole separarsi l’altra parte non lo può impedire: non  funziona alla Beautiful “il divorzio non te lo darò mai!!!!”   e spunta finalmente un sorriso su quel bel viso triste e addolorato. Tanto vale quindi sapere di che morte morire e non avere nessun senso di colpa.

Una volta è venuto un cliente, che avevo già seguito per altre cose e mi dice: “mia moglie mi ha detto che vuole separarsi” “e quindi?” rispondo io. “Che devo fare?” mi dice lui. Gli spiego che ha fatto bene a venire e a cercare di capire cosa potrebbe succedere da lì in poi. Gli chiedo però  se lui vuole separarsi. E lui mi dice no. “Io stavo così bene. Non avevo capito nulla” ( come sempre succede per gli uomini…cascono tutti  dal pero!!!!! ). Sono giovani, sposati da pochi anni, hanno un bambino, lui ha cresciuto anche il figlio di lei e lo adora come fosse il suo. Era luglio e allora gli dico: “fai una cosa torna a casa, cerca di riconquistare tua moglie e a settembre ne riparliamo”

Poi a settembre è tornato e si sono separati comunque. Abbiamo fatto una negoziazione abbastanza tranquilla e dopo qualche mese già stavano entrambi con altre persone.

E’ quindi giusto, giustissimo riprovarci. E io sono la prima a spingere a farlo se ci sono i presupposti. Ma poi il senso di colpa è la prima cosa che si deve elaborare. sia per la parte che decide di separarsi si per la parte che “subisce” .

Il primo passo è sicuramente quello di chiedere una consulenza ad un avvocato di fiducia, per sapere come affrontare questa nuova situazione. Il che non vuol dire definire di volersi separare, né essere l’artefice della stessa. Come sempre la consapevolezza e la conoscenza delle cose ci dà una maggiore maturità e sicurezza nell’affrontare tutto anche le nostre paure.

separarsi

Il tempo poi è fondamentale. Io non metto mai fretta. Una coppia ha bisogno di tempo. La separazione è un lutto e come tale deve essere elaborato. Sono fermamente convinta nella negoziazione assistita. La materia di famiglia è una materia così delicata, complessa e personale che, con tutto il rispetto che ho per la magistratura, non dovrebbe essere demandata ad un giudice, che con tutta la buona volontà e sensibilità che può avere (quando c’è), in udienza si ritrova a dover decidere il destino di due persone, spesso di un’ intera famiglia, con un mondo dietro. Un mondo di vissuto, di emozioni, non facilmente spiegabili. Ma questo è un altro punto.

A causa della mancanza di tempo, inteso come dedizione, spesso si arriva a una giudiziale.

Un accordo è sempre possibile

O quasi. Ha bisogno di tempo e di maturazione. Una famiglia viene sconvolta da una separazione, viene messa totalmente a soqquadro. Un buon accordo deve essere equilibrato, capito, metabolizzato, digerito a volte. Ma per fare ciò ci vuole tempo, pazienza e collaborazione. Da parte di tutti. In primis dai professionisti che seguono le parti.

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2 pensieri riguardo “Separarsi: paura di rimanere soli”

  1. Mio marito vuole separarsi pur dichiarandosi innamorato e solo che non ha piu fiducia in me
    io non riesco ad accettare questa decisione sono caduta in depressione

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